
Archiviate zucche, streghe e spiriti del 31 ottobre, e anche il più tradizionale Giorno dei Morti, riemerge, proprio in questo periodo e con sempre maggiore prepotenza, l’argomento dell’immortalità, che continua a destare interesse e, negli ultimi anni, ha anche attratto una notevole mole di investimenti.
Secondo dati recentemente pubblicati dal Wall Street Journal, oltre 12 miliardi di dollari sono stati investiti dal 2000 ad oggi nelle aziende che si occupano di longevità, in particolare per bloccare o superare gli effetti dell’invecchiamento. Questo settore economico è in forte espansione, tanto che si contano oltre 200 fra startup e organizzazioni no profit, in cui hanno investito un gran numero di persone, specialmente attori, influencer e imprenditori. Guida la corsa il multimilionario Peter Thiel, fondatore di Paypal, che ha sostenuto una dozzina di aziende, raccogliendo quasi 700 milioni di dollari.
E tra queste nuove realtà spicca Alcor Life Extension Foundation che deve le proprie origini ad Evan Cooper, un imprenditore che definiva sé stesso “il primo crio-attivista” e che aveva fondato la Life Extension, poi divenuta Alcor, negli anni ‘60. Nonostante la leggenda, diffusasi dopo la sua morte nel 1966, che Walt Disney si fosse fatto congelare in attesa di future cure, in un contenitore posto sotto l’attrazione “Pirati ai Caraibi” di Disneyland, a cui aveva lavorato personalmente negli ultimi anni, la realtà è che Il primo uomo della storia a sperimentare la crioconservazione è stato James Bedford, un professore di psicologia morto di tumore nel 1967 all’età di 73 anni. Dopo alcune traslazioni, il suo corpo è ora conservato in Arizona, presso la sede della Alcor.
L’ibernazione o, più correttamente, la sospensione crionica si attua mediante congelamento post mortem di un essere umano o di un animale. Il corpo deve essere posto a testa in giù all’interno di un contenitore cilindrico colmo di azoto, mediante un procedimento che nel tempo è stato sempre più affinato, sia per evitare il congelamento dei tessuti sia per garantire la migliore conservazione possibile degli organi nel loro insieme. Alla Alcor si può scegliere se conservare l’intero cadavere o solo testa e cervello, procedura meno costosa, ma apparentemente sufficiente per assicurare una nuova vita futura, su un corpo nuovo di zecca.
Come nei migliori film di fantascienza, i corpi riposano in bare cilindriche da cui almeno mensilmente viene fatto defluire l’azoto liquido, creando un’atmosfera decisamente spettrale. Il fine di tale procedimento è ambizioso: poter risvegliare in futuro il crio-paziente, libero da eventuali malattie che ne abbiano causato la morte. Tra i “pazienti” celebri, in attesa di resurrezione, che già riposano presso Alcor si trova anche Hal Finney, informatico, a cui si attribuisce l’invenzione del Bitcoin.
Le tecniche di crioconservazione sono state importate anche in Italia in un laboratorio calabrese, con procedure e tecniche di perfusione provenienti dalla Russia. Si tratta però di procedure che vanno via via diffondendosi in molti paesi del mondo, perché, in fondo, l’idea della ricerca dell’immortalità ha sempre affascinato e continuerà ad affascinare – nel bene e nel male – gran parte dell’umanità.
E se gli antichi Egizi investivano tempo e denaro in sofisticate tecniche di essiccazione e mummificazione dei corpi per consentire a faraoni e notabili di raggiungere l’aldilà e risorgere, i nuovi notabili, come i principali fondatori delle Big Tech americane, puntano tutto sull’ibernazione che, al momento, non dà certezze sulla possibilità di ritornare a nuova vita in futuro, ma può consentire sicuramente successivi studi e approfondimenti sui cervelli geniali che in questi decenni hanno rivoluzionato il mondo.
Crediti: Immagine generata da Google Gemini
Federica Coscia, Paolo Gambaro









