“Non credo a nessuna statistica che non abbia falsificato io stesso”, questa citazione di origine incerta viene comunemente attribuita nientemeno che al leggendario Primo Ministro britannico Sir Wiston Churchill. Anche se non confermata in alcun modo, c’è una ragione precisa per cui non appare così incredibile una simile attribuzione: lo scetticismo con cui Churchill accolse le statistiche di successo militare diffuse da Hitler nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Allo stesso modo fare eccessivo affidamento sulle statistiche in campo economico può presentare dei risvolti negativi. Oggigiorno è possibile trovare una quantità enorme di dati statistici semplicemente consultando internet, ma non sempre è possibile verificare la fonte degli stessi ed essere sicuri che non siano stati manipolati. Inoltre, anche ipotizzando che le informazioni ricavate dal web siano affidabili, la corretta comprensione e contestualizzazione delle medesime è un ulteriore passo per un loro corretto impiego anche in ambito economico.

La statistica – se usata male – può fare grossi danni e ne sono stati vittime persino un gran numero di economisti, tanto che uno studio del Fondo Monetario che copre 63 Paesi, tra il 1992 e il 2014, ha concluso che gli economisti non sono riusciti a prevedere 148 delle ultime 153 recessioni, con poco più del 3% di successo previsionale sul totale.

Come i bollettini meteorologici a lungo termine, l’imprecisione della maggior parte delle previsioni economiche è fonte inesauribile di battute, tanto che John Kenneth Galbraith, economista statunitense, ha detto che “l’unica funzione della previsione economica è quella di rendere l’astrologia rispettabile”.

Un altro esempio lampante è stato l’annuncio nel settembre 2007 dell’allora presidente della Fed Alan Greenspan che le pressioni inflazionistiche avrebbero portato rapidamente i tassi di interesse a due cifre negli Stati Uniti, appena pochi mesi prima della radicale inversione di tendenza che ha portato i tassi ai livelli che tutti conosciamo, per un lungo periodo di tempo.

Inoltre, le previsioni spesso dicono tutto e il contrario di tutto, motivo per cui chiunque cerchi cifre a sostegno del proprio punto di vista troverà sempre una statistica che confermi il suo significato. Sia economisti che analisti in genere, basano le proprie analisi sulle correlazioni, che servono a stabilire connessioni tra diverse serie di dati. Grazie all’aumento esponenziale della potenza di calcolo dei computer, questa tendenza si è sviluppata oltre misura, in certi casi anche interpretando in maniera dubbia i dati utilizzati, con la conseguenza di effettuare previsioni sciamaniche spesso riprese e amplificate dai media.

Per difendersi sia da uno scorretto uso delle statistiche, sia da eventuali fake news che si basino su di esse o su una loro forzata interpretazione, è necessario conservare un certo spirito critico. Il consiglio è sempre quello di individuare chi fornisce le cifre, per capire se possa essere attendibile e imparziale e, soprattutto, verificare se ci siano le informazioni chiave per comprendere la correttezza e l’utilizzabilità della statistica, come il periodo di rilevazione, la metodologia usata o la dimensione del campione utilizzato. Infine, i dati così ottenuti devono essere adeguatamente contestualizzati e interpretati, senza fermarsi a un’analisi superficiale, da cui dedurre, ad esempio, la direzione futura del mercato azionario americano in funzione della squadra che vince il Super Bowl. Talvolta, come in meteorologia, meglio dare uno sguardo in più alla realtà circostante che basare i propri progetti su una possibilità del 5% di pioggia in una giornata che ha grandi probabilità di essere soleggiata.

Crediti: Photo Tom – Pixabay

Federica Coscia, Paolo Gambaro

Scarica e conserva “IL CAVEAU N° 173”

Ultimi articoli

La finanza del silenzio: quando l’assenza di stimoli diventa un lusso per pochi

Mentre nel XIX secolo, il fumo delle ciminiere e il fragore delle macchine a vapore erano i simboli tangibili della prosperità economica e nel cuore pulsante delle metropoli industriali il...

L’autunno demografico, la primavera dei robot

In termini macroeconomici, la crescita del PIL di una nazione dipende da due fattori: il numero di lavoratori e la loro produttività.

La morsa della tenaglia del vino, tra shock climatico, scorte record di uva e crollo dei prezzi in vigna.

Nel mondo dell’agricoltura, una resa ridotta nei campi è sempre stata sinonimo di prezzi in ascesa: meno offerta sul mercato, maggiore valore del prodotto. Nel settore vitivinicolo italiano della vendemmia...

Il gigante energetico africano: la Nigeria tra estrazione di greggio e petrolio raffinato

Per molti anni la Nigeria ha rappresentato uno dei grandi paradossi del mercato energetico mondiale.

Dalle vetrine all’algoritmo: l’evoluzione economica del Fast Fashion

Nel giro di tre decenni, il modello di business della moda ha vissuto una metamorfosi radicale, accelerando i tempi di produzione da mesi a pochissimi giorni e trasformando i consumatori...

L’Indonesia nel 2026: una potenza economica in piena trasformazione

L'Indonesia si sta confermando come uno dei motori di crescita più dinamici dell'intera area ASEAN, la principale organizzazione geopolitica ed economica del Sud-est asiatico, e del G20. Con una crescita...

La Banana che vale miliardi: viaggio nel corridoio economico più ricco d’Europa

Il tipico frutto tropicale, che evoca paesaggi esotici e neanche tanto velati doppi sensi: la banana, non è solo questo, ma anche un termine che indica un’area che genera un...

La morte digitale: quando le questioni di eredità informatica si trasformano in un business molto attrattivo

Gerald Cotten, fondatore e CEO dell'exchange di criptovalute canadese QuadrigaCX, nel 2018 è morto improvvisamente, per cause misteriose, portando nella tomba le password di accesso a circa 250 milioni di...

L’economia del peccato, controversa ma redditizia

La definizione “sin stocks” (letteralmente “titoli del peccato”) nacque negli anni ’20 del secolo scorso, nel mondo protestante, in riferimento alle azioni di aziende impegnate in settori controversi come tabacco,...

Il mercato della sabbia: una risorsa preziosa quanto l’acqua

La sabbia, a cui spesso associamo l’immagine di estivi paesaggi marini, dopo l’acqua, è l’elemento su cui si basa gran parte della nostra civiltà.