Il Consulente Finanziario illustra l’Economia Circolare ed i vantaggi che questa potrebbe avere sull’ambiente e sulla produzione globale, generando nuovo valore.

Gli esseri viventi esistono sulla faccia della terra da alcuni milioni di anni. Quando Dio o la natura li creò, il sistema aveva un funzionamento perfetto, nel quale i rifiuti prodotti da un essere vivente diventavano l’alimento di un’altra creatura, in un ciclo ininterrotto di produzione e consumo continuo dei materiali di scarto. Certamente era difficile prevedere che gli uomini un giorno avrebbero realizzato decine di discariche in cui stoccare rifiuti, come invece oggi tristemente dobbiamo constatare, con tutte le conseguenze negative con le quali siamo obbligati a fare i conti.

Il Sole tramite la sua energia fa in modo che un essere cresca e si sviluppi e, alla fine del suo ciclo vitale, le sue sostanze tornino alla terra in modo naturale. Questo sistema circolare funziona benissimo, da miliardi di anni. Gli esseri umani invece, nell’ultima “frazione di secondo” della storia della terra, per soddisfare il proprio benessere stanno utilizzando un approccio lineare: produzione, consumo, scarto.

Viene lanciato sul mercato un nuovo TV Led a più alta risoluzione?
Per poter godere appieno della prossima finale di Champions League o della prossima gara di F1 lo compriamo immediatamente e – senza pensarci due volte – gettiamo quello vecchio in discarica.
Purtroppo però, ogni volta che qualcuno agisce in questa maniera, la conseguenza immediata è la diminuzione di una piccola parte delle risorse del nostro pianeta e, molto spesso, la produzione di rifiuti tossici.

Dato che questo sistema non è sostenibile nel lungo periodo, i Governi dei Paesi sviluppati e, in particolar modo, la Comunità Europea stanno operando per fare in modo che industrie e popolazione finiscano per adottare un sistema di “Economia Circolare”, in cui il rifiuto possa essere utilizzato per la creazione di nuovo valore.

Ma cosa è necessario fare perché si operi un cambiamento in questo senso?

Un primo passo è riconsiderare il modo nel quale produciamo i componenti e l’imballaggio con cui vengono commercializzati i beni di consumo.
Purtroppo i nostri cellulari, i televisori e gli elettrodomestici di comune utilizzo non sono biodegradabili; si deve quindi fare in modo che possano essere riutilizzati i vari metalli, leghe ecc. che si trovano all’interno di ogni singolo prodotto giunto al termine del suo ciclo vitale.

L’obiettivo finale è la creazione di una nuova società post-industriale nella quale i prodotti possono essere smontati e rigenerati all’infinito, creando valore e utilità. Una spiegazione più approfondita di questi meccanismi si può trovare nel sito www.economiacircolare.it, dove è indicata in dettaglio anche tutta la normativa europea e italiana di riferimento, oltre allo stato dell’arte nella prassi.

Anche Confindustria ha già mostrato un certo interesse per l’argomento, organizzando specifici workshop in tema, come quello che si terrà il 17 dicembre prossimo a Novara su “Management e imprese alla sfida dell’Economia Circolare”.

Inoltre, come ho già avuto modo di sottolineare, da diverso tempo è emerso un grande interesse per la finanza etica, strettamente correlata a questo concetto di economia circolare (cfr. “IL CAVEAU” n. 14).

Alcune grandi industrie stanno operando cambiamenti per prepararsi ad implementare il sistema dell’Economia Circolare, pianificando un futuro con meno rifiuti e discariche, anche se la strada è lunga e molte sono ancora le imprese restie al cambiamento. Ma non si può sempre vivere nel passato, con atteggiamenti talvolta controproducenti.
Basti pensare che a Treviso c’è un’azienda che ricicla pannolini usati. Il fatto in sé sembrerebbe di scarso rilievo, ma bisogna considerare che annualmente le tonnellate di pannolini usati sono pari a tre discariche complete, per cui solo per smaltirli sarebbe necessario identificare tre nuovi siti di stoccaggio ogni anno (non si pensi ai soli bebè, ma anche alla popolazione anziana e/o con problemi di salute che li utilizzano). Questa riflessione dà la misura dell’importanza e della potenziale redditività del business del riciclo non soltanto come fonte di guadagno, ma anche come metodo di salvaguardia dell’ambiente.

PaoloGambaroConsulenteFinanziario_IlCaveau35-EconomiaCircolare

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Photo © Università Macerata

Scarica e conserva “IL CAVEAU N° 35”.