Bandiera americana
La riflessione del Consulente Finanziario sulle recenti scelte del neo-eletto Presidente americano Donald Trump.


Daniel Gros
è un economista tedesco, attualmente Direttore del Centre for European Policy Studies (CEPS), un’Istituzione di ricerca multidisciplinare, il cui ambito di attività varia dai mercati finanziari allo sviluppo sostenibile.

Secondo una sua attenta analisi, il mix di scelte che sta effettuando ed effettuerà la presidenza Trump in campo economico-finanziario ed in materia di tassi, cambi, commercio, potrebbe innescare un processo virtuoso nell’asfittica economia italiana, più che negli altri Stati Europei.

Certo, la diplomazia non fa mistero dello sconcerto e delle inquietudini per le iniziative del neo Presidente USA, deciso a ribaltare le relazioni politiche ed economiche con la Russia e con la Cina. E non mancano le preoccupazioni per l’aumento dei tassi, che potrebbe trasmettersi anche all’Italia, gravata da un fardello di oltre 2.100 miliardi di debiti, oltre il 133% del prodotto interno lordo. Ma questi effetti negativi per l’Italia possono essere largamente bilanciati dall’ascesa del dollaro e dalla probabile ascesa del deficit commerciale degli Stati Uniti. Il dollaro forte, secondo le previsioni, si tradurrà in buoni affari per l’Eurozona.

Certo, il Presidente mira a favorire la corsa della “locomotiva” USA ma, come nota Gros: “L’economia americana è già vicina alla piena capacità, con un tasso di disoccupazione inferiore al 5%”. È inevitabile, perciò, far ricorso alle importazioni.

L ‘Italia ha i numeri per trarre i migliori vantaggi da questa situazione.

“L’effetto della svalutazione dell’Euro – ha scritto l’economista – è tre volte più forte in Italia che in Germania. Questo perché la domanda internazionale per le esportazioni dalla Germania, concentrata com’è sui beni strumentali, è relativamente impermeabile all’andamento dei prezzi, a differenza dell’export italiano più “leggero” (tessile, abbigliamento, alimentari, arredamento)”.

Infine non si dimentichi la politica di apertura a Putin da parte di Trump, che potrebbe mandare in soffitta le sanzioni per chi commercia con la Russia. Nell’ultimo trimestre i nostri scambi con la Russia sono crollati del 12,3%, possiamo solo risalire.

Dio salvi il soldato Donald?

Scarica e conserva “IL CAVEAU N° 01”.

Cit. e fonti: Ugo Bertone, Daniel Gros

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